Il turismo LGBT si offre a persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali che intendano andare in destinazioni gay o in strutture selezionate per essere “gay-owned” (cioè di proprietà e/o gestite da gay) o per essere gay-friendly. Si tratta di un segmento in continua espansione, che conta tanti nuovi partecipanti e numerose opzioni di scelta.
Secondo l’organismo mondiale della sanità (OMS) gli omosessuali sono tra il 5 ed il 10% della popolazione mondiale
In Italia quindi sono compresi tra i 3 ed i 6 milioni
Grandi numeri, che fanno capire qual’ è l’importanza che riveste questo tipo di segmento nella compagine internazionale turistica.
Ma quali sono le vere caratteristiche di questo nuovo turismo in ascesa?
- trend setter per i consumi legati a proiezione del “sé” (estetica, moda, design, immagine) (ad es. spesa doppia per cosmesi, trend comune al maschio etero)
- early adopters per i consumi tecnologici
- opinion leader per quelli culturali (frequentazione cinema 4 volte la media)
- giovanilisti ed edonisti, grande frequentazione di locali e molto tempo passato fuori casa (“vado spesso nei locali/a ballare” 30% contro 12% media italiana)
- Maggiore concentrazione di singles : 28% contro 10% popolazione italiana
- Più lunga convivenza con i genitori: 44% contro 24% pop. Italiana
- Maggiore grado medio di istruzione: laurea 27% contro 22% media internet
- Maggiore concentrazione di professioni creative e dirigenziali: imprenditori + dirigenti 38% contro 6% pop italiana, 12% media internet
- Più ampia disponibilità di spesa in italia eurisko registra un +38%, a livello internazionale il dato si conferma sopra la media
Come si può ben capire, questo tipo di turismo rappresenta un’importante realtà che contraddistingue questo mercato. Le caratteristiche che identificano i suoi partecipanti sono molto interessanti per catapultare questo target nell’occhio del ciclone di molte località che si stanno adeguando per rispondere a questo tipo di esigenze. Scendiamo di più nello specifico, andando a capire cosa significa la parola VIAGGIO per questo tipo di turisti.
Il viaggio è indistintamente anche un momento di libertà, oltre che di conoscenza, cultura e divertimento.
Per il turista LGBT, in più, possiamo dire che il viaggio rappresenta:
– La possibilità di aggregarsi in mete gay friendly
– La possibilità di avere comportamenti liberi col partner
– La possibilità di vivere una condizione più tollerante rispetto al paese di origine
Quindi possiamo capire quanto possa essere rilevante la variabile dedicata all’aggregazione. Tale variabile talvolta viene messa un attimo da parte da chi si occupa di turismo e gestisce località o strutture. Mai errore fu più grave! Questo perché, in un target cosi “delicato”, come quello degli LGBT la variabile aggregazione riveste un ruolo maggiore rispetto ad altri target.
Ma quindi ora che abbiamo visto tutte queste caratteristiche, cerchiamo di tracciare un identikit del turista LGBT:
• Fascia di età giovane (25 enni) spesso single o coppie 40-45 enni, con titolo di studio superiore/universitario, attività lavorativa come manager, libero professionista, imprenditore (oltre a stilisti, artisti ecc)
• Big spenders per turismo, arredamento, abbigliamento e cura della persona/benessere/fitness/estetica)
• Residenti nelle grandi città del Nord Italia (per nascita o per adozione)
• Portati all’aggregazione e all’associazionismo
Quali le mete più ambite?
• San Francisco (California) /Key West (Florida)
• Spagna continentale (es. Barcellona e Madrid) e isole (es. Gran Canaria e Ibiza)
• Mikonos
• Londra
• Toscana, Bologna, Roma
• Copenhagen/Stoccolma
• Vienna
• Versilia
Sopra abbiamo effettuato un elenco delle maggiori località che si dedicano al Turismo LGBT. Dedicarsi a questo tipo di turismo non è cosa per tutti. Diventare una metà Gay friendly impone determinati standard qualitativi e morali.
Ma quindi Cosa s’intende con meta Gay Friendly?
Il 53% della popolazione gay e il 69% di quella lesbian intende per gay friendly una destinazione “sicura e libera da ogni tipo di intimidazioni, fatta di luoghi in cui sia consentito camminare mano nella mano con il proprio partner senza timore di discriminazioni”.
La definizione non lascia spazio a nessun tipo di dubbio. Anche qui la variabile aggregazione viene posta al centro della vacanza, il sentirsi liberi di esprimere la proprie emozioni, il non sentirsi giudicato o “guardato”.
Quali le statistiche di questa domanda?
• Il 98% per cento dei viaggiatori predilige mete gay friendly
• il 59% alloggia in gay welcoming hotels.
• I mesi preferiti per le vacanze sono quelli di spalla: ottobre, settembre e febbraio.
• 10 è il numero medio dei pernottamenti consumati per la vacanza principale; numerosi i week end e short-breaks. Il 31% ha effettuato una crociera negli ultimi due anni.
• Il 28% si è fermato per vacanza in una località visitata per lavoro.
• Il 25% ha viaggiato per partecipare a un pride festival.
• Il 22% ha fatto una casinò-vacation.
Invece per quanto riguarda il mercato Italia?
In Italia un G/L su quattro fa vacanze extraeuropee di almeno sette giorni, contro il 4% dei viaggiatori eterosessuali.
Il fatturato annuo generato dal turismo G&L rappresenta il 7% di quello complessivo.
Quindi (rispetto alle statistiche 2006) in Italia il Turismo G&L genera 3,2 miliardi di Euro all’anno.
Le località che vanno perla maggiore tra i turisti LGBT in Italia sono:
Torre del Lago e la Versilia
La riviera Romagnola
Gallipoli
Capri
Taormina
Concludiamo dicendo che il turismo LGBT raggruppa a se degli autentici giramondo che spendono in media più degli eterosessuali: nonostante la crisi sborsano più del doppio e viaggiano due volte in più in treno e il triplo in aereo. Il turista lgbt pare non conoscere crisi, poichè un turismo in netta crescita! Molti si sono già adoperati per rispondere alle esigenze che chiede questo target e molti sicuramente lo faranno in un futuro non troppo remato. Il turismo LGBT può forse essere una delle risposte a questa crisi mondiale che preme anche su un comparto sempreverde come quello del Turismo.



