Trivago lancia ‘l’hotel test’, il primo programma sperimentale di mystery guest applicato alle prenotazioni online. Il mystery guest, infatti, non sarà più un finto cliente, ma un turista qualsiasi, che valuterà l’hotel in cui soggiorna in forma totalmente anonima. Il tester verrà premiato con uno sconto della prenotazione fino al 50% sul costo di pernottamento, bonus di cui disporrà preventivamente l’albergatore che aderisce al programma. Trivago farà da intermediario per garantire l’anonimato del cliente e la regolare esecuzione del questionario scientifico che verrà compilato online a fine soggiorno. L’hotelier potrà ricevere alla fine dell’hotel test un report statistico redatto dai clienti che sottolineerà i punti di forza e di debolezza della sua struttura.
La prima apertura è prevista a inizio 2012, in prossimità del casello autostradale della A1 Napoli-Milano di Santa Maria Capua Vetere. Altri in previsione per l’Italia e l’estero nei prossimi 2 anni. Si tratta della nuova catena di alberghi Tir Hotel, ubicati nelle immediate vicinanze di caselli autostradali con ristorante, supermercato, sale relax, assistenza 24 ore su 24, Internet WI-Fi, lavanderia e gasolio scontato. L’idea è dei fratelli Negri che hanno una società immobiliare nel casertano che si occupa dell’acquisto, sviluppo e gestione del progetto. (http://www.gptrends.it/blog/i-prossimi-corsi/) Il costo per dormire 10 euro all’ora. L’investimento per ogni area sui 4-5 milioni di euro
La Giunta regionale della Sardegna, su proposta dell’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio Luigi Crisponi, ha stanziato 18 milioni e mezzo di euro per un bando rivolto a piccole e medie imprese del comparto ricettivo, con lo scopo di riqualificare e adeguare le strutture e le attività del settore turistico e promuovere progetti di investimento finalizzati al risparmio energetico e al miglioramento dell’impatto ambientale. L’avviso pubblico è rivolto ad alberghi, villaggi, alberghi diffusi, campeggi, case e appartamenti per le vacanze che intendano realizzare interventi finalizzati alla riqualificazione dell’offerta, alla dotazione di servizi nell’ottica della destagionalizzazione e all’acquisizione dei sistemi di certificazioni di qualità ambientale, compreso il risparmio energetico.
Firenze, 13 ott. - I flussi del turismo sportivo sono in continua crescita e trasformazione. Il turista sceglie oggi un luogo in base non solo alle caratteristiche estetiche e culturali, ma anche salutistiche e ricreative. L’entita’ del fenomeno la danno i numeri che ci offre la Borsa del Turismo Sportivo, aperta stamani a Montecatini alla presenza dell’assessore regionale al turismo Cristina Scaletti.
Secondo l’Osservatorio Nazionale Turismo si registrano oltre 10 milioni di viaggi e oltre 60 milioni di pernottamenti in strutture ricettive italiane con un giro d’affari stimato in 6,3 miliardi di euro. Un italiano su 4 sceglie la meta delle proprie vacanze anche in virtu’ dell’offerta sportiva; e dei 27 milioni gli italiani che praticano sport, 20 milioni sono amatori, 6,5 milioni dilettanti ed oltre 10 mila professionisti.
Dunque sempre piu’ persone, chi per motivi di salute, chi per piacere o passione, scelgono la loro vacanza in base all’offerta sportiva. Assaporare il territorio con una pedalata o una corsa, oppure camminare lentamente nei sentieri, fare una passeggiata a cavallo, andare in barca a vela, e’ uno dei modi migliori per conoscere il nostro paese, e la Toscana in particolare. Il settore turistico deve fare i conti con questa realta’ e adeguarsi
Vi ricordate quando, solo poco tempo fa, con la diffusione di internet si diceva che tutti avremmo prenotato i nostri viaggi ed i nostri soggiorni in rete e l’intermediazione aveva fatto il suo tempo?
Ebbene, pare che oggi non sia proprio così. Le ultime statistiche sul commercio in rete relative al comparto del turismo, ci dicono che sta sorprendentemente aumentando la ricerca online di informazioni da parte di utenti che, successivamente, perfezionano l’acquisto offline presso agenzie di viaggio (in gergo si assiste al c.d. ROPO Research Online-Purchase Offline). Negli Stati Uniti si è passati dal 2007 al 2010 dal 53% di prenotazioni online al 46%. In Italia il 33% segue la modalità di cui si è accennato sopra.
Come si spiega questo ritorno all’antico? Con i timori sulla sicurezza nelle transazioni, con i dubbi sull’affidabilità del servizio, con spese aggiuntive che si materializzano al momento della prenotazione e che non erano preventivate, per ingiustificati esborsi aggiuntivi nel caso di richiesta di variazioni date, orari, nomi dei passeggeri, tratte nel caso specifico di compagnie aeree, per la difficoltà di ottenere assistenza post-vendita per i metodi di pagamento spesso non chiari o per alcuni non disponibili, per spesso lunghe procedure di registrazione a siti (relativamente a tutti questi fattori, si veda le ultime multe comminate a compagnie aeree e siti di prenotazione dagli organismi, come l’antitrust che vigilano sul settore delle transazioni commerciali).
Come riconquistare allora clienti oggi sempre più perplessi e timorosi?
Il “Social Commerce” ci può venire incontro e, se utilizzato correttamente, può aumentare considerevolmente la nostra “Brand Reputation” e, di conseguenza, gli acquisti degli utenti sul web.
Oggi i consumatori sono letteralmente bombardati di offerte indistinte e la carta vincente è proporsi su nuovi mezzi di comunicazione come i “Social Networks” con contenuti originali e mirati che riescano veramente a metterci in relazione con i target di clienti che intendiamo raggiungere con i nostri prodotti. In cambio, stimoleremo un efficacissimo passaparola, tra membri di una stessa comunità che si conoscono e si fidano l’uno dell’altro, cosa che aumenterà le nostre “conversions”.
Come fare nel concreto? Inseriamo nel nostro sito, nella parte relativa alle prenotazioni un bottone che permetta ai nostri clienti di condividere con la loro cerchia di conoscenze nei vari social networks l’acquisto effettuato e, successivamente, l’esperienza di soggiorno o vacanza avuta. Ma attenzione: inseriamolo solo in una schermata al termine della procedura e non prima, il cliente sarà già ben predisposto verso di noi perché avrà appena effettuato il suo acquisto ed inoltre non lo avremo distratto durante la procedura stessa di prenotazione!
Il cliente, inoltre, va sempre continuamente incentivato, tenendolo informato, tramite ogni mezzo in rete a nostra disposizione su novità nei servizi o sul territorio o con messaggi che segnalano, ad esempio, la nostra disponibilità di camere in un dato periodo, che possiamo fargli avere a conclusione dell’acquisto.
In quest’ottica è fondamentale misurare e controllare sempre la nostra brand reputation, cosa si dice di noi. Lo possiamo svolgere, in termini pratici, con dei software appositi o con un monitoraggio manuale che si effettua in rete sul proprio nome. Ci farà capire: quali persone sono interessate al mio prodotto (lo vediamo da cosa gli piace condividere di più); in cosa dover migliorare, rispondendo e dialogando con loro sulle varie piattaforme social, sul nostro blog, sui canali di recensione formati dai siti appositi e dai più canonici portali di prenotazione (illuminante, a tal proposito, l’esempio di una nota azienda di telefonia mobile che fa “customer support” attraverso l’uso di Twitter con 35.000 followers).
Non dimentichiamo, infine, di imparare a gestire correttamente i “complaint” dei nostri utenti che, sulla rete, da privati possono diventare “planetari” creandoci dei danni d’immagine inimmaginabili.
Occorre sempre reagire alle lamentele prontamente ed in modo originale e creativo. Le risposte non devono mai essere troppo istituzionali, chiare, ferme ed argomentate punto per punto. Se avremo realizzato una corretta analisi della nostra brand reputation, saremo in grado di capire quando si crea un’emergenza a livello d’immagine in modo da poterla gestire immediatamente.
La scorsa settimana un aereo modello Bombardier Crj-700 è decollato da Atlanta in direzione White Plains nello stato di New York, con a bordo il primo impianto Internet wi-fi inaugurato da una compagnia aerea per le sue rotte regionali.
Delta Airlines infatti, che dal 2008 offre la connessione wi-fi sui velivoli internazionali, entro il prossimo anno la renderà disponibile anche su tutti quelli locali. Un’importante novità in ambito travel per gli Stati Uniti. Segno che i viaggiatori, soprattutto quelli business, non possono e non vogliono più fare a meno della connessione Internet, nemmeno quando volano.
Se i viaggiatori sono estremamente interessati ad avere una connessione in aereo, a maggior ragione non vogliono rinunciarci in hotel: la differenza è che, se si accetta di buon grado una connessione in aereo a pagamento, in hotel ci si aspetta di riceverla gratuitamente.
Mentre le strutture medio piccole a livello internazionale hanno recepito questa necessità e si sono adoperate per offrire il servizio, stupisce molto che al contrario le strutture di alto livello (soprattutto 4-5 stelle) continuino a richiedere per poche ore di Internet quello che un normale utente paga a casa propria per utilizzare la connessione flat un intero mese.
Le alte tariffe dell’hotel di lusso dovrebbero al contrario comprendere questo servizio come comprendono altri servizi che hanno, economicamente parlando, un costo più alto di una semplice connessione Internet.
Secondo una ricerca del 2010 dell’American Hotel & Lodging Association, tre quarti degli hotel di catene alberghiere di lusso (come Four Season e Ritz Carlton), chiedono una tariffa giornaliera per la connessione wi-fi, mentre solo il 2% degli hotel appartenenti alla categoria “media” seguono la stessa strada.
Come abbiamo già detto tante volte, per quanto riguarda in particolar modo l’Italia, forse l’assenza di connessione gratuita in passato era giustificabile a causa dei termini di legge, che richiedevano la registrazione di ogni utente, ma oggi tali vincoli non sussistono più.
Inoltre, adeguare le strutture per offrire la Connessione wi-fi non richiede più costi astronomici ed è attuabile quasi dovunque. Quindi perché ostinarsi a far pagare per un servizio che ormai è recepito come “basic”, al pari dell’asciugacapelli in bagno e dell’aria condizionata?
Arrivano segnali di crescita dal comparto alberghiero italiano. Secondo l’analisi di Res, partner italiano di Str Global, nei primi otto mesi del 2011 migliora il ricavo medio disponibile. “Su un campione costante di 77mila camere in alberghi di fascia medio-alta nelle città italiane esaminate - sottolinea Marco Malacrida. ad.d di Res - registriamo complessivamente nel periodo gennaio-agosto una crescita media dell’occupazione pari a 5,7% e della tariffa media del 3,1%. Il ricavo medio per camera disponibile è aumentato dell’8,9% rispetto allo stesso periodo del 2010″. In testa alla graduatoria Venezia, con un toc che sale del 16,9%, l’adr a +14,3% e il revPar a +32,5%. Catania è seconda con un tasso di occupazione che lievita del 14,5% e il revPar a +9,3%, ma l’adr segna un -4,5%. Sul podio sale anche Perugia, con il toc a +12,5% e il revPar a +11,5%, ma la tariffa media giornaliera diminuisce di un punto percentuale. A Genova, invece, il toc cresce del 10,9%, l’adr del 1,4% e il revPar del 12,5%. In quinta posizione, infine, Padova, con il tasso di occupazione a +9,3% e il revPar a +3,4%, mentre l’adr diminuisce del 5,4%.
La crisi economica pare aver risparmiato il turismo che si conferma come l’unica attività produttiva che continua a crescere. Il primo semestre del 2011 ha fatto registrare un boom di turisti stranieri, oltre 24 milioni di italiani, nonostante i bilanci familiari risicati, sono andati quest’estate in vacanza e gli occupati nel settore sono aumentati (circa 2.200 mila senza considerare l’indotto) e, secondo le proiezioni, continueranno a farlo. E’ un quadro decisamente positivo quello tracciato stamani dal ministro del Turismo, Michela Brambilla, che, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha tirato, con soddisfazione, qualche somma facendo notare che all’appello mancano peraltro i vacanzieri di settembre, ”mese che si preannuncia importante sia per il clima favorevole sia perché gli italiani hanno imparato a distribuire le ferie non più solo nel canonico agosto”.
BOOM DI STRANIERI. I turisti provenienti dall’estero sono aumentati nel primo semestre dell’anno del 6,6% e la loro spesa è cresciuta del 7,3% (7,37 miliardi di euro). Quanto alla classifica dei Paesi di provenienza, quelli che, indipendentemente dal loro apporto in valore assoluto, hanno fatto registrare il maggior aumento percentuale sono Cina (+ 86 per cento), Messico (+84,8) e Australia (38,3). Notevole l’aumento di turisti dal Brasile (+22,1), dalla Russia (+20,6) e dagli Stati Uniti (+14,3). ”Risultati che - ha commentato il ministro - premiano il nostro impegno sul fronte della promozione e della commercializzazione del brand Italia”.
NIENTE VACANZE. Gli italiani che si sono concessi almeno un periodo di vacanza quest’estate sono stati 24,5 milioni. La spesa media è aumentata dai 662 euro del 2010 a 743 e l’80,9% dei viaggi ha avuto come meta una località italiana. Il mese di agosto è stato comunque protagonista (+1,1 milioni) e in grande espansione si è rivelato il turismo con animali domestici, +31,9% rispetto allo scorso anno.
TURISMO VERDE. Il turismo verde, a misura di famiglia e di portafoglio, ha spopolato quest’estate. Da segnalare, in particolare, la performance estiva dei prodotti laghi e fiumi (+9,6% a luglio, +8,3% ad agosto) e, soprattutto, del turismo naturale-faunistico: le vendite per queste tipologie di destinazioni hanno registrato la maggiore crescita di prodotto con un +11% a luglio e +13% ad agosto. Risultano invece sostanzialmente stabili i prodotti balneare (pari al 38,4% del turismo totale, con un’inversione di tendenza rispetto alle poco esaltanti performance dello scorso anno) e città d’arte (secondo posto con un peso costante del 28,2%).
Tre miliardi e 600mila euro a sostegno delle imprese turistiche. È questo lo stanziamento previsto dal progetto Italia&Turismo realizzato dal Ministero del Turismo e presentato a Palazzo Chigi con i rappresentanti degli otto istituti di credito firmatari dell’accordo: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Gruppo Banco Popolare, Bpm, Banca Popolare di Sondrio, Monte dei Paschi di Siena, Bnl e Banco Popolare dell’Emilia Romagna. “Le piccole e medie imprese del turismo rappresentano il nostro grande patrimonio, ma vivono in un frangente economico difficile - ha spiegato il minustro del Turismo Michela Vittoria Brambilla -. Vogliamo dare loro un sostegno concreto e immediato per aiutarle a superare problemi importanti come quello di accesso al credito”. Il finanziamento è destinato a tutte le imprese turistiche: non solo le strutture ricettive, le adv e i t.o., ma anche ristoranti, stabilimenti balneari e ogni tipo di soggetto economico attivo nel settore.
Sorpasso della voce ‘tempo libero’ su quella del turismo. È questa una delle principali novità che hanno caratterizzato l’evoluzione dell’ecommerce in Italia tra il 2010 e il 2011. La fotografia del comparto arriva come di consuetudine dall’annuale rapporto Casaleggio e Associati che ha rilevato come lo scorso anno le vendite effettuate via web siano cresciute del 43 per cento, portando il giro d’affari totale a quota 14 miliardi di euro. Contrariamente a quanto avvenuto negli anni passati, però, la crescita non è stata guidata dal travel online, quanto dai servizi dedicati al tempo libero, gioco d’azzardo in testa. Se è così modificata la mappa dell’ecommerce, con lo share turistico sceso al 31,4 per cento, mentre la voce tempo libero balza al 48,5 per cento.


