Per la prima volta insieme imprenditori e sindacati del turismo romano hanno protestato compatti contro la tassa di soggiorno che il Comune vorrebbe imporre dal 1° gennaio 2011 e fino al 2047.
La tassa sarebbe modulata sulla classificazione alberghiera: 5 euro nei 5 stelle, 3 euro nei 4 stelle e 2 euro nei 3 stelle, non è chiaro se per camere o per ospite. Il tutto per un incasso previsto di 80 milioni l’anno, quasi 3,5 miliardi di euro totali entro il 2047, per risanare il debito comunale che ha raggiunto i 12,5 miliardi di euro.
Federalberghi Roma, Fiavet Lazio, Assohotel, la sezione Turismo di Confindustria e i sindacati di settore: Filcams - Cgil - Fisascat - Cisl e Uiltucs - Uil segnalano in un documento congiunto la gravità del danno e propongono alternative.
Tra le ipotesi percorribili, ad esempio, un ristorno dell’Iva al Comune di Roma; una city-tax sul modello di quella adottata da New York per ogni transazione della filiera turistico-ricettiva; o ancora un aumento dei biglietti d’ingresso ai musei.
Fonte: L’Agenzia di Viaggi


