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Turismo: ancora in calo a maggio le presenze alberghiere Tursimo: la Toscana punta sul congressuale
giu 29

logoLe vacanze non cedono alla crisi - secondo il sondaggio Confesercenti-Swg - anche se nel portafoglio degli italiani domina la parola “prudenza”.

Saranno in 39 milioni a partire quest’anno (il 79% contro un 21% che non si muoverà da casa), 1,5 in più dell’anno scorso. Cala di 2 giorni la permanenza media fuori casa rispetto al 2008 (da 14 a 12) e quasi 2 milioni dichiarano di volersi limitare ad una gita “fuori porta” di 2-3 giorni.

Più di una famiglia su 10 dovrà tagliare del tutto le vacanze, in controtendenza rispetto alla spesa media che torna a salire ai livelli del 2008 e si attesta a 1022 euro dai precedenti 946 euro del 2009.

Luglio e agosto come al solito fanno il pieno di vacanzieri con il 92%, mentre settembre conquista un buon 17%.

Cambiano le abitudini: se il mare appare in costante declino dal 73% del 2006 al 47% del 2010, ciò avviene per una maggiore diversificazione delle vacanze fra montagna (in aumento dal 12% al 16%), vacanze verdi (dal 7% all’8%), terme, percorsi culturali, mentre perde terreno la campagna (dal 7% al 3%).

In estate vincono libri e giornali e cede il posto la TV. Solo il 17% continua a “teledipendere” - sempre o spesso - come in città, mentre il 44% del campione sfoglia un giornale, il 58% non si fa mancare un libro. A determinare questo esito sono in particolare i pensionati ma anche i 25-54enni.

La vera novità, complice la crisi che in questo caso “presenta il conto” di tanti timori occupazionali, è il computer. Internet si rivela essere un insostituibile compagno di vacanze per un 17% di italiani, veri stakanovisti del lavoro anche sotto il solleone. Sono soprattutto maschi: artigiani, commercianti, dirigenti. Ma anche 1 lavoratore dipendente su 4 non dimentica l’appuntamento con l’e-mail. Meno le donne più impegnate nella cura della famiglia e dei figli. Il 4% di esse per tale motivo rimarrà addirittura a casa.

Altro “emergente” delle vacanze è l’oroscopo. Se il 76% dei vacanzieri consulta le previsioni del tempo prima di partire, il 70% vuol saperne di più sui rischi del luogo delle ferie, il 65% si informa su eventuali scioperi, c’e anche un 9%, ovvero 3 milioni e mezzo di italiani, che non vuole sorprese nemmeno dagli astri.

Restano vive però anche alcune tradizioni: la passione per la buona cucina innanzitutto, l’attrazione di eventi folcloristici, di mostre nei musei e, per i più giovani, il conoscere nuovi posti, l’avventura, lo sport.

L’attenzione al costo della vacanza è comunque presente. Sale dal 39% al 43% come causa prima della rinuncia a partire. Seguita da un’altra voce crisi-dipendente ovvero la necessità di lavorare (dall’11% del 2009 al 15%).

 Fonte: Comunicato Stampa Confesercenti

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