Ci ritroviamo a parlare del pluridiscusso e rivoluzionario chef catatalano:Ferran Adrià.
C’è chi lo definisce un visionario,chi il pioniere della cucina molecolare,ma a me piace definirlo un artista,colui che come in quadro in Picasso scompone i piatti nei loro singoli elementi e li riassembla secondo nuovi schemi.
Assaporando,sorseggiando,sgranocchiando,inalando le sue creazioni,seduto a un tavolo di “El Bulli”( Il ristorante della Costa Brava, gestito dallo stesso Ferran ,incoronato il migliore del mondo per 4 volte consecutive),difficilmente riusciresti a liberarti della sensazione che ogni portata dolce, spumosa, croccante, fredda, bollente,è una sfida con la natura,una magia,un mondo a sé destinato a dissolversi.
Si è proprio così … l’evoluzione della sua arte lo porterà a conoscere nuove esperienze,chiudere El Bulli per due anni e continuare a progettare,inventare in giro per il mondo.
Quale sarà la sua visione futura dell’arte culinaria non lo so, ma resto con un interrogativo: la sua non potrebbe essere la scelta intelligente di chi all’apice del successo decida di amministrarlo prima che cominci la fase discendente?
Luciana Natale

