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dic 14

83-140x180Riporto un articolo del Corriere della Sera, del 11 dicembre 2009 di Daniela Camboni che fornisce un’interessante panoramica sul riposizionamento di Rimini in temini di segmenti di mercato:

Non è per tirar fuori la classica frase ad effetto, però non c’è niente da fare: quella giusta è sempre quella di Ligabue. «Rimini è come il blues. Dentro c’è tutto». Liga dixit. E tutto è davvero tutto. Se Rimini è diventata famosa in tutta Europa per le spiagge, la piadina e i latin lover, oggi è tutto cambiato. Certo le spiagge ci sono sempre. Con stabilimenti balneari che somigliano a piccoli villaggi turistici dove si fa (gratis) di tutto. Si comincia all’alba con la seduta di yoga e si continua con il corso di mosaico, le gare di castelli di sabbia, i seminari sul ricamo, i tornei di beach basketball e si finisce la sera a ballare. Basta dire che a Rimini, se incontri qualcuno, la prima domanda che gli fai è: «In che spiaggia vai?».

Ma da qualche anno Rimini si è reinventata. Altro che piadina. Non sarà un caso se il New York Times l’ha messa fra i 50 posti cool da vedere assolutamente. Posizione numero 28. Subito dopo Oslo e Buenos Aires. Motivazione: «Una volta attirava folle di vacanzieri. Ma la città di nascita di Fellini è rinata come capitale dello stile e di hotel di design. Vedi per esempio il duoMo hotel di Ron Arad».

E del resto, senza scomodare i lettori newyorkesi, bastava fare un salto in questo ponte dell’Immacolata per vedere scene inaspettate per una capitale balneare: file indiane di centinaia di persone al freddo, in attesa di entrare alla mostra di Rembrandt a Castel Sismondo, il castello malatestiano nel cuore della città. In questi giorni è stata visitata da 8.500 persone. Tanto per dire, il Museo Egizio a Torino ne ha contate 12.000. Poco lontano, vicino al Ponte di Tiberio, stessa storia davanti alla Domus del Chirurgo, il sito archeologico della Roma imperiale aperto due anni fa. La gente copre il percorso su una passerella sopraelevata. Sotto si spalancano i resti di una casa sontuosa appartenuta a un ricco medico: in loco è stato ritrovato un corredo di strumenti chirurgici. Risultato: la gente impazzisce. «Abbiamo centomila visitatori all’anno. Quasi un record per un museo civico italiano», sorride Maurizio Melucci, il vicesindaco.

Insomma, sorpresa: Rimini si riscopre città d’arte. Ma attenzione, che nessuno pensi che da queste parti non si fa un po’ di festa e convivio anche con l’arte. Siamo pur sempre in quella che qualcuno ha ribattezzato la città «demalinconizzata». E allora ecco che il 19 dicembre attaccato alla Domus (si attraversa il Lapidario Romano nel giardino interno) aprirà il primo risto-museo del territorio: la Domus di Bacco. Si mangiano prodotti tipici per 25-30 euro.

Ma la parola chiave che adesso tutti scandiscono ad alta voce è «destagionalizzazione». Chiaro, ci sono oggi 1.150 alberghi. Naturalmente bisogna riempirli. E per riempirli bisogna usarla tutta l’inventiva inesauribile dei romagnoli. Così è nata la Notte Rosa, nell’ultima settimana di giugno (weekend storicamente critico). «Così sono nati anche i Beach Games, le olimpiadi da spiaggia a fine luglio, aperte a tutti - dice Andrea Babbi, ad dell’Apt regionale -. Ci siamo inventati gare bizzarre, dal tiro alla fune fra due pedalò alla corsa all’indietro». Una bella spinta la dà la Fiera di Rimini. È la terza in Italia. L’unica ad avere una vera stazione ferroviaria al proprio interno, dove fermano i treni da Milano e da Roma. Una vera macchina da guerra. L’ultima invenzione è stata la Fiera della Giustizia nei giorni scorsi. Un successo. Ma l’appuntamento più amato e più atteso, pur in mezzo a un calendario di appuntamenti internazionali di enorme importanza (la prossima, a gennaio, è quella della ristorazione e dell’alta pasticceria, il Sigep) è Rimini Wellness, a maggio. «Già, perché Rimini, la più californiana delle città italiane, è ormai da anni la capitale della forma fisica - conferma Stefano Carlini, istruttore federale e dirigente della Fif, la Federazione italiana fitness -. Qui nascono tutte le tendenze e le nuove discipline con cui gli italiani suderanno in palestra nella stagione successiva».

Così belli e in forma, si è pronti per tuffarsi nella movida riminese. D’estate, i meeting point sono la spiaggia che pullula di street bar, ristorantini sulla sabbia (spesso sono gli stessi stabilimenti) e discoteche in riva al mare, tipo il Turquoise citato quest’estate da più di un giornale straniero come luogo di divertimento. D’inverno ci si sposta in un luogo pieno di charme: la vecchia pescheria settecentesca con i banconi di marmo in pieno centro storico, i tavolini illuminati dalle candele e le vetrine della più antica libreria della città accese di luce.

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