Se penso a Bologna, città a me cara, le prime parole che mi vengono in mente per associazione sono tre: università, motor show e tortellini. Ovviamente può essere ingannevole e riduttivo definire una città per mezzo di stereotipi che lasciano il tempo che trovano, ma se ci soffermiamo un attimo su quello che queste tre parole significano per l’economia della città e in particolar modo per il settore turistico, ci rendiamo conto che la mia associazione non si discosta poi così tanto dalla realtà.
Università significa cultura. Con oltre 43 musei, eventi ed iniziative quali convegni, concerti e mostre, Bologna è una delle città italiane più attive a livello culturale.
Motor Show significa mondo fieristico e congressuale. La fiera di Bologna è uno dei principali centri espositivi d’Europa e ospita tra le più importanti rassegne in svariati settori.
Tortellini(senza dimenticare la mortadella) significano arte culinaria. La tradizione gastronomica bolognese è da molti considerata la cucina più ricca d’Italia e si è maturata intorno a tre elementi fondamentali: le paste ripiene, la lavorazione della carne suina e l’importante formaggio grana che riproducono una delle bandiere gastronomiche del “made in Italy” nel mondo.
Nonostante questi tre elementi, che non rendono chiaramente onore alla complessità dell’apparato turistico bolognese, il settore alberghiero bolognese è in flessione. Dimentichiamoci per un attimo la crisi finanziaria(difficile lo so, ma proviamoci) e analizziamo i dati del settore.
Dal 2001 ad oggi, con la costruzione di nuovi alberghi, il numero delle camere è aumentato del 71%. Negli ultimi otto anni i ricavi nel settore alberghiero sono diminuiti del 12%, mentre i fatturati del 23,6%. I dati sull’occupazione ci dicono che essa è diminuita del 3,5% con una media occupazionale del 53,8%: in pratica, per ogni stanza d’ albergo occupata ce n’ è una libera. Ancora più preoccupante è il dato che riguarda il rev par(ricavo in funzione del numero totale di camere disponibili). Il calo nel corso del 2008 è stato del 5,2%. Significa che la flessione dell’occupazione non è dipeso da un aumento dei prezzi, tutt’altro se si considera che, rispetto al 2008, Bologna è la città che ha subito il maggior decremento del ricavo medio per camera (-24%). Ad oggi Bologna sembra essere la città più economica d’Italia con una media di 85 euro per un pernottamento in camera doppia.
Eppure, a dispetto di questi dati allarmanti, dal 2004 ad oggi il trend turistico di Bologna si è caratterizzato per un aumento di arrivi(+6,4%), ma una calo delle presenze(-4,1%). Ciò porta a considerare Bologna come città “one day”, che viene visitata, ma non ha l’appeal sufficiente a convincere i viaggiatori a rimanere più di una notte. Importante la crescita di affluenza di turisti stranieri(+20,2% negli ultimi quattro anni) segno che la città è un prodotto più che vendibile anche al di fuori del settore fieristico e business. Inoltre, se consideriamo che l’aeroporto di Bologna ha ottenuto, durante il 2008, un aumento di flusso del 12%(Milano e Roma sono cresciuti, rispettivamente, del 4% e del 7%) e che la stazione centrale è quinta in Italia per numero di passeggeri, i presupposti per una ripresa turistica sono più che incoraggianti.
L’impressione che abbiamo da questa breve analisi è che il turismo bolognese si sia “adagiato sugli allori” dovuti alla sua posizione geografica strategica per il mondo business e al settore fieristico congressuale. Il calo dei fatturati è dipeso, si dalla crisi economica globale, ma anche e soprattutto dalla concorrenza di città quali Milano e Rimini per ciò che concerne fiere ed eventi(il campionato italiano di danza sportiva, passato da Bologna a Rimini, ha tolto alla città 70.000 presenze annue). Statunitensi, Nordeuropei(impressionante il flusso di turisti danesi), Spagnoli e Francesi adorano la città.
Siete proprio voi albergatori i primi venditori del “prodotto Bologna”. A voi l’arduo compito di convincere la stragrande maggioranza di turisti italiani e stranieri che si può stare all’ombra delle due torri più di un semplice week end. I presupposti non mancano.
Matteo Astolfi

