Durante i miei seminari agli albergatori sul Revenue Management, mi premuro sempre di trattare l’argomento riguardante l’importanza di curare la propria immagine ed il proprio “brand”, la cui visibilità in termini qualitativi sul mercato di settore, costituisce un parametro fondamentale da valutare costantemente nell’ottica di una corretta strategia commerciale.
Finora si è sempre parlato di siti di recensione e di semplici giudizi sulle nostre strutture alberghiere espressi da clienti che vi hanno soggiornato. Ma oggi contano ancora delle semplici recensioni che talvolta si rilevano troppo soggettive e legate a stati d’animo particolari o circostanze non imputabili a nostre mancanze?
In tali siti, le opinioni dei clienti risultano indifferenziate per target quando sarebbe molto utile conoscere il più possibile il “background” di ogni nostro cliente.
Oggi esistono nuovi modelli di consumo imposti da un viaggiatore sempre più informato e con esigenze specifiche. In conseguenza di ciò, risulta sempre più importante, per chi offre un servizio, studiare il comportamento d’acquisto dei consumatori, in modo da poterli profilare in modo sempre più preciso nell’ottica di una proposta di prodotto che risulterà vincente in quanto mirata.
Oggi non si può più prescindere dal porsi come obiettivo quello di ridurre, il più possibile, la distanza tra le aspettative e l’esperienza vera e propria che i clienti hanno durante il loro soggiorno da noi.
Occorre quindi chiarezza sui prezzi, uguali dovunque ci promuoviamo, chiarezza d’informazioni (è troppo pericoloso creare false aspettative su questo punto, ad esempio, non mostrando in rete le foto di tutte le camere che abbiamo a disposizione nella nostra struttura, da quelle più di charme a quelle ancora in attesa di rinnovo).
Ben vengano, allora, gli hotel che sul meta motore di ricerca Trivago hanno accettato di farsi”testare”da veri e propri “Mystery Guest”che diventano i migliori promotori dei loro servizi.
E le recensioni? Da un lato, risultano sempre meno rilevanti se non diventano delle “storytelling” da condividere in diretta con gli amici ed i conoscenti inserendo sui social impressioni e foto in tempo reale (l’applicazione “Tripfriends” di Tripadvisor, raggiungibile direttamente da ogni account Facebook, si muove già in questa direzione, permettendo di segnalare agli amici dove si è stati e cosa si è fatto). Dall’altro, occorre cogliere ogni minima possibilità per rafforzare la brand reputation ricercando continue ed immediate relazioni con i nostri clienti (partecipando ad esempio a twitter travel chat settimanali come Zoover Travel Lounge).
Parlando del concetto chiave di condivisione, illuminante è l’esempio di Simonseeks.com, una piattaforma di turisti bloggers con presenti però, a differenza di già noti siti di recensione, contenuti realizzati dagli utenti che sono paragonabili a veri racconti di viaggio, con considerazioni personali e suggerimenti su dove andare a mangiare, dormire e cosa visitare di una specifica località.
All’interno di Simoseeks non si trovano delle semplici recensioni sugli alberghi, con voti ed eventuali brevi commenti positivi o negativi, ma delle mini guide dove l’autore racconta la sua vacanza arricchendola di molti dettagli utili per ogni viaggiatore moderno. In tal modo, viene premiata la qualità e non la sola quantità dei contenuti, portando, inoltre, alla realizzazione di quella condivisione degli stessi che viene ricercata sempre più sul web.
In ragione di quanto appena riferito, le esperienze pregresse di ogni utente vengono sempre più soppesate, targettizzandole e dandogli un valore per giungere a risultati di valutazione personalizzati. Così, sempre Tripadvisor, possiede già affidabili “Truster Reviewers” presenti da tempo sul sito con numerosi recensioni e di qualità, contraddistinte da stellette. Spingendoci ancora più in là, il prossimo fenomeno multimediale in Italia sarà Klout , che è uno strumento di misurazione online della reputazione e dell’influenza delle persone sui Social Networks (vengono valutati di ogni persona quanto vengono discussi e ritwettati post ed articoli) (dai 40 ai 100 punti ottenuti nella valutazioni si è considerati via via sempre più influenti e, di conseguenza, ricercatissimi dalle aziende come opinion leaders). Tale strumento è da preferirsi a Friendfeed che è ben posizionato su Goggle ma è soltanto un aggregatore di qualsivoglia contenuto immesso da una persona sui social.
Luca Sconfienza Formatore Gp.Studios





